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“OMAGGIO A FRANZ LISZT”

 in due parti

Durata 85' - 20 Ballerini

 

 

Rassegna Stampa

 Prima rappresentazione assoluta:

8 Febbraio 1990

Teatro Verdi

Firenze

 

Musiche di Franz Liszt

Coreografie di Marinel Stefanescu

Maitre du ballet: Liliana Cosi

scene di Basilio Chalkidiotis – Hristofenia Cazacu - Marinel Stefanescu

costumi di Stefanescu e Cazacu - luci di Marinel Stefanescu

            “Nostalgia”                                     Seconda rapsodia

            “Realtà”                                   Quarta  rapsodia     

            “Riflessione”                              Quinta rapsodia 

            “Creatività”                               Fantasia ungherese

            “Sogno d’Amore”                        Coreografia di Gabriel Popescu

            “Variazioni sul Tema Amore”         Preludi trascendentali 

“OMAGGIO A FRANZ LISZT” è uno spettacolo ispirato dal musicista ungherese Franz Liszt.  Sull’esempio di questo grande musicista si vuole affermare il valore e la vitalità delle  proprie radici etniche, anche se di un piccolo popolo com’è appunto l’Ungheria. Esse quando vengono  trasformate dall’ispirazione e dalla creatività possono raggiungere una valenza universale. 

Il coreografo vede in Liszt un forte richiamo più che mai attuale. Egli ha saputo, come pochi, non rinunciare alle proprie radici native, ma attingere da esse la linfa ispiratrice per le sue composizioni dando vita così ad un  linguaggio più ampio,  universale. I motivi e le più tipiche melodie zigane  si elevano alle altezze della musica sinfonica fino ad essere apprezzate dall’aristocratico mondo culturale parigino dell’epoca. Fu un evento epocale. Il coreografo Stefanescu ha voluto trasportare questo esempio geniale anche ad altre arti, nasce così l’idea di questo balletto. La vita e l’amore appassionato per le proprie radici, lo spinge a trarre da esse quelle ispirazioni capaci di inventare nuove bellezze per il vasto pubblico.

Nelle tre Rapsodie di Liszt e nella Fantasia ungherese, Stefanescu  traccia una sorta di biografia del grande musicista, che in gioventù, più che dalle sue origini, è attratto dalla tecnica e dal virtuosismo del pianoforte (fu infatti uno dei concertisti più famosi del suo tempo).  Solo in età più matura riuscirà a indirizzare pienamente la sua creatività alla composizione dando vita a pagine immortali.

In palcoscenico il protagonista è proprio il grande musicista che nella prima scena danza con la sua Patria tra le sue origini ma dalle quali fugge. Nella seconda scena lo si vede ormai pienamente inserito nella cultura parigina tra tecnica e virtuosismo (due Soliste) e dove la protagonista femminile che impersona l’Arte gli è accanto cercando di attirarlo verso l’Ispirazione artistica. Nella terza scena (la quinta rapsodia) si passa,  attraverso un intenso linguaggio poetico, al momento decisivo del musicista il quale passa in rassegna tutti i suoi personaggi più cari: la Patria e le su origini ungheresi, la gioventù, il virtuosismo e la sua tecnica.  Solo nell’ultima parte (la Fantasia ungherese),trova il coraggio e la forza di unificare tutti questi linguaggi, tutti questi amori in un vortice di ispirazioni terminanti nel devoto e riconoscente  inchino alla sua Arte.

In chiusura di spettacolo, preceduto dal celeberrimo “Sogno d’amore”, che non poteva mancare, verrà presentato un recente lavoro di Stefanescu sui i cinque Preludi trascendentali del grande compositore ungherese che il coreografo ha voluto chiamare: “Variazioni sul Tema Amore”.

La forza vitale della musica, l’originalità delle scenografie e dei costumi, l’intensità e la particolare musicalità della coreografia, con tutti i Solisti e il Corpo di ballo, ne fanno uno spettacolo ricco di sogni, di valore ed emozioni, coniugando i più diversi sentimenti che nella regia dell’insieme sembrano trovare un unico linguaggio capace di trasportare lo spettatore in un mondo dove regna la fantasia nell’armonia.