Omaggio al Classico
 Tutto Ciaikovski
 Don Chisciotte
 Coppelia
 I Grandi Pas De Deux
 Balletto D'Europa
 Sinfonie in Danza
 Gala di Balletto
 Sagra della Primavera
 Conferenza Spettacolo
  In Attesa del Nuovo Tempo
 Omaggio A Franz Liszt
 La Pace è Bella
 Raymonda

Ground Zero - Nuovo Giardino

 

 

" SAGRA DELLA PRIMAVERA”

 in due parti

Durata 98' - 32 Ballerini

 

VIDEO

Rassegna Stampa

 

 Prima rappresentazione assoluta:

15 Novembre 1986

Teatro Municipale Valli 

Reggio Emilia

 “ SAGRA DELLA PRIMAVERA ”

"Risveglio dell'Umanità"

balletto in due parti di Marinel Stefanescu

musica di Igor Stravinski

“nel centenario della sua creazione”

e musiche di Bedrich Smetana  - Adrian Enescu

 scene di Hristofenia Cazacu

 costumi di Stefanescu e Cazacu - luci di Marinel Stefanescu

 maitre du ballet: Liliana Cosi

 “LA SAGRA DELLA PRIMAVERA” segna nella storia della musica e del balletto  un evento epocale. Andata in scena il 29 maggio del 1913 al Theatre des Champs Elysée coi balletti russi di Diaghilev e la coreografia di Nijinski non ebbe successo per la forte novità timbrica, armonica e coreografica dell’insieme. Stravinski crea a soli 31 anni questo capolavoro nel quale immette tutto il suo genio innovativo per dar vita ad una tema forte e tribale dell’antica tradizione russa, il Rito di Primavera, nel quale una giovanetta veniva sacrificata, dovendo danzare fino alla morte, per propiziare la nuova stagione. Per la sua forza espressiva Disney la utilizza per descrivere l’evoluzione degli esseri viventi nel suo film-capolavoro Fantasia. Da allora molte le versioni coreografiche che si sono succedute, la più nota tra tutte resta quella di Maurice Bèjart del 1959 che comunque si discosta decisamente dall’idea del compositore.

Stefanescu in un periodo particolarmente creativo e riflessivo della sua vena coreografica  si lascia guidare dalla genialità di Stravinski in un ambiente quasi fiabesco nella sua esplosiva genuinità, immagina un viaggio nel passato, alle sorgenti della vita dell’uomo volendolo amare così, tenero nella durezza dell’aspra vita primitiva, ma incredibilmente legato a tutti gli elementi della natura che lo circondano. Per un istintivo amore verso la Natura, il protagonista non uccide per il consueto rito di primavera, e questo straordinario atto lo proietta in un meraviglioso e stravagante colloquio con i sette Elementi rappresentanti l’armonia e l’equilibrio terrestre, verso i quali si sente irresistibilmente affascinato, sulle note della  maestosa “Moldava” di Smetana.

La serata si conclude con una proiezione tutta interiore sul tema della violenza  su musica originale di Adrian Enescu scritta appositamente per dare continuità, senza tempo, alla Sagra della Primavera, un dialogo su nove brani tra loro contrastanti. Ancora una volta l’uomo, questa volta non più primitivo ma moderno, è chiamato ad una scelta, una battaglia interiore sulla soglia del dubbio amletico, quasi la prefigurazione di una lotta apocalittica contro la violenza e la guerra, minaccia ultima di autodistruzione. Ma la pace è sempre presente nel desiderio dell’Uomo, e ad un suo ultimo insperato apparire ne è attratto, quale frutto d’armonia e di bellezza, e in un culmine di liricità e semplicità assoluta si lascia guidare dal silenzio della sua musica, e sceglie il suo dono: dire definitivamente NO alla violenza.   Un sogno?