Cronologia

Fondamentale la collaborazione e la visione unitaria di ideali artistici, culturali e sociali. Quest'unita che si costruisce con impegno e fatica è qualcosa che ci supera. Crea.

 

1978 - Articolo del quotidiano La Notte sulla rappresentazione del balletto "Don Chisciotte" in Piazza Duomo a Milano.

 

1985 - 1° Rassegna della Compagnia al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia

1987 - Programma di  sala per la tournée nella Repubblica Popolare Cinese.

 

2013 - Rimini - Teatro Novelli - manifesto del balletto ''Sagra della Primavera - Risveglio dell'Umanità''

 

 

COMPAGNIA BALLETTO CLASSICO COSI-STEFANESCU

Anno di fondazione 1977

 Quando e perché nasce la Compagnia Balletto Classico

 di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu.

Liliana Cosi e Marinel Stefanescu all’apice della loro carriera artistica (era il 1972) si incontrano con l’occasione di uno spettacolo di Gala in onore dei reali di Spagna a Madrid, organizzato dal noto impresario russo-francese George Trailin, in seguito sono chiamati a danzare spesso insieme e conoscendosi più profondamente maturano il progetto, nel giro di alcuni anni, di unire le loro complementari esperienze professionali e i loro ideali artistici per dar vita a nuovi spettacoli.

Già nel 1975, l’inaugurazione del 1° Festival della Valle d’Itria, del quale la Cosi e Stefanescu sono i direttori artistici per il balletto, offre l’occasione della prima coreografia di Stefanescu, “La Patetica” di Ciaikovski. Sulla locandina per la prima volta appare la dicitura: Compagnia Balletto Classico Cosi-Stefanescu.  Insieme a ‘Patetica’ Stefanescu metterà in scena anche l’ ”Ouverture Fantasie Romeo e Giulietta” sempre di Ciaikovski.  L’anno successivo, sempre per lo stesso Festival metterà in scena le “Nozze d’Aurora” (il 3° atto della Bella Addormentata nel Bosco) di Ciaikovski  e una originale suite di 50’ minuti della “Spartacus “ di Kaciaturian.  

La Cosi nota in tutto il mondo per le sue interpretazioni del grande classico, si trova a pieno agio nel nuovo stile coreografico di Stefanescu.  Il grande amore e rispetto per gli autori e la grande sensibilità musicale, conquistano l’artista scaligera.  Così infatti Stefanescu ‘definisce’ il suo stile:    ”Ogni qualvolta la musica di un vero artista mi ispira, cerco di raggiungere la purezza della sua anima ...”

 

La Compagnia continuerà a chiamarsi Compagnia Balletto Classico, non certo in riferimento ad un’ epoca storica, ma per sottolineare l’indispensabile legame con la danza accademica che è sostegno e garanzia di professionalità, senza nulla togliere alla libertà inventiva di nuove creazioni, tanto da dar vita ad un vero e proprio genere neo-classico.  L’originale ispirazione creativa di Stefanescu lo spingerà ad esplorare altri generi e stili coreografici, per meglio affrontare nuove tematiche, basta pensare alla “Sagra della primavera” di Stravinski, a “Doina” su musica popolare rumena,  a “Dialogo con l’Infinito” su musica originale di Adrian Enescu, “Ricordo di Madre di Calcutta” su un’originale rielaborazione orchestrale del Requiem di Mozart Lacrimosa, ecc. 

 

Nel 1977, la Cosi e Stefanescu si svincolano dai loro impegni con gli enti lirici e fondano ufficialmente la Compagnia Balletto Classico. Per alcuni mesi seguono il progetto della creazione di una Compagnia di balletto regionale per l’Emilia Romagna fissandone la sede a Reggio Emilia.  Pur interrompendo questa collaborazione si tratteranno a Reggio Emilia dove anche Stefanescu si stabilisce dopo essersi sposato con la ballerina inglese Louise Ann Smith. 

Grazie alla collaborazione con diversi impresari (da Giuseppe Romeo, Alberto Vernassa, Mario Tognin e Orlando Rigato) preparano con coraggio un vasto repertorio da portare in tournée:    “Patetica”, “Romeo e Giulietta” di Ciaikovski, “Spartacus” di Kaciaturian, “Raymonda” terzo atto di Glazounov, “Petrushka” di Stravinski”, tra il gruppo della Compagnia, in maggioranza rumeni, spicca il nome del promettente solista George Iancu, tra gli scenografi due bozzetti sono firmati da Luzzati. 

Si toccano città grandi e piccole di tutta Italia, dal nord al sud, nei teatri come nelle piazze, ad un ritmo incalzante. Si contano fino a 24 debutti in un mese.

Nel settembre del 1977 viene fondata l’Associazione Balletto Classico e giusto un anno dopo nel 1978 si inaugura la Sede in un ampio edificio a Reggio Emilia.  Con questa occasione viene aperta la Scuola di Balletto per preparare i nuovi professionisti che, una volta diplomati, potranno entrare nel mondo internazionale della danza.

 

Il motivo profondo, radicale dell’unione di questi due artisti sta proprio nella grandezza dei loro ideali: singolarmente non sarebbero mai stati in grado di realizzarli. 

Ben presto le loro persone sono al centro di eventi culturali a livello nazionale ed internazionale negli ambienti più diversi: convegni, corsi universitari,  congressi, incontri per i giovani, verso i quali hanno sempre dedicato molte energie, durante i quali potevano esporre i loro concetti sull’arte e sulla vita.

 

Da qui una fertilissima varietà di iniziative inedite: una quarantina di nuovi balletti nati con la collaborazione di artisti di fama internazionale, con 2000 spettacoli in quasi 500 città italiane ed estere conquistando al balletto ogni tipo di ambiente, ogni spazio; spettacoli, incontri sono occasioni per la formazione del pubblico e per diffondere un po’ di ‘bellezza’, come amano dire.

Citiamo qui solo alcune delle tappe che hanno lasciato un segno nella loro attività: i diecimila in piazza Duomo a Milano ancora nel ’78 col “Don Chisciotte”, i primi ad essere chiamati ad esibirsi in Vaticano con “Anàfura” nell’83 e così pure in tournée nella Cina Popolare nel 1987, alla sede delle Nazioni Unite di Ginevra nel 1990 con ‘Risveglio dell’Umanità’ e nello stesso anno la memorabile tournée in Romania a pochi mesi dalla caduta del regime con tre diversi repertori, e l’anno dopo all’inaugurazione di un tempio buddista a Kioto con “Dialogo con l’Infinito”  e per le Colombiani a Los Angeles nel ’92 con la loro ultima creazione “Radici”, e di recente in Russia per il Festival Internazionale di Balletto dedicato a Rudolf Nureyev con due repertori originali molto apprezzati.

 

Nonostante la loro intensa attività, il cuore dei due artisti nutre una particolare attenzione per i giovani: per loro è stato organizzato, nei Palazzetti dello Sport col balletto “Risveglio dell’Umanità”  il “Festival, gioventù, Arte, Armonia” e diversi altri spettacoli ma nel 1982 nasce la ‘Conferenza-spettacolo’ per avvicinare gli studenti all’arte della danza. Ad oggi più di ventimila i giovani che  in tutta Italia e all’estero, hanno potuto partecipare a queste iniziative riscoprendo il ruolo fondamentale del linguaggio della danza nella storia dell’umanità e di ogni singola persona.  

 

 

Un’attività senza sosta e senza tempo libero, sorretta da una fede assoluta nei valori dell’arte, attraverso un  loro linguaggio artistico,  nella profonda coscienza della responsabilità sociale dell’artista. Una fede che ha camminato coi tempi, si è immersa nelle problematiche, nelle angosce che hanno segnato la nostra epoca, con un irresistibile bisogno di portare comunque un messaggio di speranza, dando vita a lavori assolutamente originali come “Anàfura” (di Adrian Enescu), “Risveglio dell’umanità” (di Stravinski – Smetana – Enescu) , “Radici” (di Liszt, Enescu, Skriabin), “In Attesa del Nuovo Tempo” (di Brahms),  “Ground Zero- Nuovo Giardino” (di Barber, Enescu, Ciaikovski), fino ad arrivare all’anniversario dei  Trentennale, 2007, con una nuova opera in prima assoluta su musiche di Skriabin e Liszt “Variazioni sul tema Amore”.  Senza contare le decine di ‘Miniature’ create su brani di musica sinfonica per le più diverse occasioni  come “l’Età del primo Bacio” di Brahms, “Il nome di Thais” di Massenet, “Come due Colombe” di Albinoni e così via. Nel 2013 in occasione dei 35 anni di attività hanno riproposto "Risveglio dell'Umanità" al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia.

 

Tutto questo può essere considerato un modo di fare arte in maniera globale, e dato che l’arte non può prescindere dalla vita e dall’ambiente, ogni componente della Compagnia è indirizzato a sentire la responsabilità e il peso del suo livello artistico, morale e di lavoro in seno ad essa e per la miglior riuscita dello spettacolo.

 

Una giornalista, di recente, colpita da questa lunga e rara collaborazione tra due artisti e scorrendo i titoli e le tematiche delle loro produzioni, non esita a individuare, nel loro lavoro  una nuova corrente artistica nel mondo del balletto.