PENSIERI – RIFLESSIONI – POESIE

 

31 maggio 2006 

“ … quando davanti ai tuoi propri mugugni, lamenti e dolori di ripagata e armoniosa sofferenza vedi la roccia screpolarsi nella sua sincerissima e naturale fine … sabbia di un fondo marino delle più profondi viscere di quello stesso fondo marino … zunami gigantesco nasce dando profili ed energia nuova alle coste …. Eterna frontiera tra acqua e terra …!

                                                                                                                                   Marinel Stefanescu    


14 marzo 2002

Pensieri sull’arte, oggi

Ogni ‘rivolta’ o ‘ribellione’ interna o interiore – che si esprime all’esterno con violenza, malvagità, è un gesto tremendo contro  la Creazione, infatti il più infimo gesto di insubordinazione mette in pericolo l’ordine universale.

Non si può essere con Dio, amarlo, lodarlo, osannarlo e agire contro la sua Opera, non si può dimenticare la creazione, essere indifferenti o perfino disprezzarla.

Solo quando scomparirà questa ‘superbia’ si capirà la vita con le sue fatiche,  dal filo d’erba, all’insetto,  solo così si potrà intuire quale disastro si sta facendo oggi al Creato.

L’apporto, il beneficio dell’arte deve far riflettere proprio su questo. 

La  nuova opera che sto preparando, un nuovo spettacolo, dovrebbe portare a chi la guarda: l’amore verso Dio e nello stesso tempo e in uguale misura al suo creato.

Io sono convinto che un tale percorso è più sicuro,  partire dai piccoli passi, dalle piccole cose, l’amore agli uccelli, agli insetti, alla natura   … poi saremo più pronti anche alla pace con tutti.

Dopo l’11 settembre…tanti leader parlano….ma ad un artista non interessa solo questo aspetto perché sa che ci porterà in una voragine ancora più grande.

Come artista invece credo al Nuovo Rinascimento delle arti, che non sarà certamente  in mano ai G7 o ai G8   - credo che saranno le arti come  la lirica, il balletto, la pittura, e tutta la vera arte quella che salverà, perché in essa si contiene l’intero pianeta – un’arte che può essere capita a Tokio, a Hong Kong, in Tibet, Nepal, India, Africa, Cile ecc.

Non è sufficiente e non abbiamo risolto nulla se ci avviciniamo agli altri popoli di paesi lontani imitandoli pedestremente (mettendoci gli anelli al naso o ridicolizzando il loro abbigliamento, come si vede ultimamente) - saranno gli artisti attraverso la loro arte, non attraverso i soldi, a dar vita ad una nuovo tipo di vera ‘globalizzazione’, nel senso che ogni artista è chiamato ad avere la sua anima, la sua sensibilità dilatata su tutto il globo, capace di  rispecchiare ogni popolo, ogni uomo.

I partiti né di destra né di sinistra non potranno  nulla in questo senso…

Occorrerebbe forse  una  ‘globalizzazione’ veramente di ‘sinistra’, ma della parte del cuore, e allora attraverso l’armonia, la bellezza dar vita ad un’arte che allevia i dolori, le sofferenze, anche la povertà e si vedranno  i suoi riflessi e si vedrà  l’unità.

Solo così potrà nascere una vera cultura, saggezza e filosofia che in futuro vincerà. Non mi sembra un’utopia.

Se la spiritualità e le arti europee – pittura, balletto, lirica - prima di ‘esportarle’ in tutto il mondo, avessero così fatto, oggi quest’arte verrebbe creata da tutti i popoli e in tutti gli angoli della terra.

Sono d’accordo su come definisce Dostojevski la bellezza. la bellezza, l’armonia deve essere indirizzata alla più grande opera che esiste:  il creato  - perché in esso vi è Tutto e il Tutto è Dio – non esisterà mai nessuna scienza che spiegherà Dio proprio perché è il Tutto.

I santi e gli artisti lo hanno capito e pur sentendo il suo amore vicino lo vedevano anche lontanissimo in tutto l’universo.

Il vero artista infatti non deve imitare nessuno fuori di sé, ma mantenersi unito a lui nella sua volontà che contiene l’universo.

L’arte quella vera, potrebbe essere come un ‘precursore’ un nuovo ‘Battista’, di un Nuovo Rinascimento.

                                                                                                                                    Marinel Stefanescu     


R.E.,  7 maggio 2002

 

In occasione della Conferenza stampa su: ENERGIA E VITA

 

Innumerevoli sono le fonti di “Energia”. Milioni di persone scienziati tecnici si occupano da secoli della così detta ”poliedrica energia”.

Nel nostro caso “energia e vita” direi che le fonti si restringono oppure in un certo senso si “arricchiscono”; sarei portato a dire: “energia, amore e vita” un sodalizio unico e abbastanza raro oggi, in speciale nella sua estrema purezza che è: Arte!

In questo caso per me la Fonte è Unica, è Dio: la spiritualità. Guai agli artisti che si allontanano dalla Fonte, anche se le loro opere i loro frutti possono a volte portare dei successi o effimera gloria. Sono convinto che essi non servono all’Umanità e non danno nessuna “energia” ne forza e non aiutano a superare le estreme difficoltà e dolori di oggi e di ieri.

Per il domani sono sicuro che ripristinando il sodalizio “energia, amore e vita”, gli artisti potranno guidare il cammino dell’umanità (questo tanto atteso “rinascimento”!) e con la loro bellezza ed armonia riportare tutti alla vera fonte e perché no! come dice Dostojevski anche salvare il mondo.

L’arte vera che viene dalla vera fonte va sempre verso l’eternità.

Una tale fonte d’energia implica sempre un filtro da parte del pensiero dell’artista ed in speciale della sua anima ( moltissime volte una vita penosa, sofferenze a non finire). Senza lasciarsi abbandonare ai dolori e alle atrocità quotidiane, perché è questa la “caratteristica” del vero artista o genio che sia,  l’artista meditando sul : da dove si viene e dove ci troviamo, saprà quando matureranno e dove portano e i suoi frutti.

Lui semina sempre e con il dolore annaffia i semi che germoglieranno nel futuro e generazione dopo generazione si ciberanno di quei frutti.

Per tutto questo ci vuole ENERGIA, che pur consumando l’artista come si consuma la cera di un lume, la fiamma, anche se già spenta, potrà riaccendersi e illuminare nel futuro attraverso il frutto: “l’opera d’arte”, ma con la condizione che l’Energia primaria si trasformi in Amore, quindi in Vita.

Questa è Arte Eterna, che non centra con la Moderna!

                                                                                                                          Marinel Stefanescu     


Reggio Emilia, 22/5/2002

 

         Oh, tu firmamento di stelle ingannevoli

Che brillano da lontano

Dove la Croce hai nascosto

E quel divino Cristo

Dal suo popolo odiato,

frustato e abbandonato

E dagli estranei ignorato.

 

Oh, tu firmamento

Dolore senza fine

Quando e in cosa ho peccato

Che senza credo e speranza

Mi inginocchio di continuo.

 

Dove sei tu sole che

Col colore abbondante

Il buio lo cancelli

E ti permetti senza indugi

Altri soli e stelle

Nascondere alla mia fede

Cosa è la luce tua?

Dove sta la verità:

Nelle tenebre del firmamento

Con stelle bugiarde

O nell’accecante luce

Quando fai sparire il buio

E nascondi la sua Croce?

Luce e tenebre due stanze

Di un cuore pellegrino

E comunque la fede è ancora vaga!

 

                                                                                                                          Marinel Stefanescu       

 


 1990 - Riflessioni per la ‘prima’ del balletto RADICI”

 

L’arte del balletto oggi è obbligatoriamente costretta a passare attraverso il tunnel oscuro della materialità, per giungere al luminoso risveglio dell’unità tra ciò che nasce dal pensiero e quanto si esprime col corpo (il gesto, il movimento, la danza).

Il passaggio della più antica delle arti, la danza, a questa armonia, chiede il mantenimento della promessa fatta dall’uomo al suo Creatore: di amare con anima e corpo, per trasmettere alla future generazioni un messaggio universale.

Nell’amore di ogni singolo uomo – piccolo microcosmo – verso l’universo dell’altro uomo, si sviluppa e si conserva nel suo splendore la matrice originaria che tutto equilibria in armonia infinita.

RADICI, su musiche di Franz Liszt (II°,IV°, V°, Raposidi Unghrese) di Adrian Enescu (Rradici) e di Alexandr Skriabin (Il Poema dell’Estasdi), il balletto sisnoda in 2 parti e 6 quadri.

Nella prima parte si assiste al cammino dell’uomo artista che ritorna nella memoria alle sue radici: alla sua origine etnica e alla sua creatività, all’amore più forte di tutto che è l’arte.

Si rivede il tempo dell’infanzia, dell’adolescenza, della maturità, il ricordo, il conflitto tra la purezza dell’entusiasmo giovanile e la seduzione del virtuosismo, della tecnica, della diplomazia del successo, in cui si alternano momenti di smarrimento e disperata agonia per non riuscire più ad attingere alle proprie radici.

Nella seconda parte, si spalanca una nuova dimensione, si ritrova la strada della vita che apre ad una visione universale; ormai le due piante, uscite da sane radici, sono cresciute in simbiosi: quella carnale, terrena, umana e quella immateriale, spirituale: simboli dell’unica realtà che è l’uomo.

Dall’incontro dei due valori che caratterizzano l’essere umano, nascerà la nuova generazione.

                                                                                                                                   Marinel Stefanescu        


17\01\1986

 

AMORE   -   ARTE   -   ARMONIA                                                               

 

DEFINIZIONE DELLA PAROLA “ARTE”

 

Esiste una sola sorgente su questa terra, che genera o crea le manifestazioni artistiche: la divinità, Dio. Qui si potrebbe aprire un intero capitolo sulla storia delle religioni, passate e presenti, senza alcuna differenziazione: dalla Cina all’Europa, all’Africa, ecc.

 

Se pensiamo che l’attività cerebrale (materia grigia) è la “materia” al livello più alto, dobbiamo però anche riconoscere che la materia grigia segue le ispirazioni, le accompagna, le sorregge, ma non ne è fonte creatrice.

 

L’essere umano ha a sua disposizione dei doni stupendi, che sono i 5 sensi, attraverso i loro organi. Sono come un’apparecchiatura divina in perfetta armonia con l’universo, fungono da trasmettitori, per l’uomo, di quella Armonia, così com’è, che è un equilibrio stabile in tutta la realtà del cosmo.

Anche nei casi di squilibrio patologico o accidentale di uno di questi organi, gli altri tentano di compensarlo (per es. nel caso di un cieco o di un sordomuto, gli organi non ammalati suppliscono al mancante): questo per permettere comunque all’essere umano un rapporto di equilibrio con l’armonia che lo circonda.

 

Se vediamo un passaggio o ascoltiamo una musica – e qui si potrebbero dare infiniti esempi, anche dal punto di vista filosofico – gli organi ricevono e trasmettono in modo esatto l’immagine, il suono, ecc. senza nessuna alterazione. I nostri sensi fanno un lavoro di percezione, senza mentirci, senza alterare ciò che il Creatore dell’universo ha lasciato nel mondo. Ma lo fanno in diversi gradi, a seconda delle qualità che variano da uomo a uomo (per esempio c’è chi ha la vista più debole, chi più forte, ecc.). Comunque queste sensazioni arrivano all’uomo fedelmente per quanto lo circonda.

 

Qual è allora il valore dell’uomo, di questo computer che raccoglie tutte queste immagini, questi suoni, questi odori, questi sapori, ecc.?

 

Si può vedere per es. come il senso del tatto, il senso del gusto, quello della vista possono essere combinati in diverse forme, come equazioni: immagine + suono, immagine + tatto, immagine + odore, immagine + sapore oppure: suono + odore, suono + tatto, suono + sapore, ecc. Sono intuizioni che stanno alla base di studi avanzatissimi, anche nella medicina e in altri campi.

 

A noi interessa approfondire, di tutto questo, quello che si riferisce all’anima, tutto ciò che riunito nelle diverse combinazioni forma gli stati d’animo.

Dalla possibilità dataci dal Creatore di questi doni divini, i sensi, si “forma” l’anima. Anche a prescindere dai nostri sforzi, questa non si forma tanto attraverso l’educazione, quanto con tutto ciò che è predisposto attorno a noi nell’universo: la bellezza dei colori, dell’armonia, dell’equilibrio, del silenzio, del suono, degli uccelli… di tutto ciò che esiste ed è creato. L’uomo dovrebbe avere l’umiltà, l’intelligenza, la sapienza di non rovinare tutto questo, almeno nella prima fase della crescita del bambino, ma essergli così fedele da saperglielo riproporre.

 

Come dicevo prima, da tutti questi impulsi registrati si forma il pensiero, la psiche.

Naturalmente questa “registrazione” è di qualità diverse, a seconda degli organi e delle esperienze. Faccio un esempio: col rumore di un bastone, si può anche avere l’immagine del bastone, il dolore sulla pelle o sulle ossa provocato da una percossa, anche se non si sa affatto com’è. Ciò che gioca moltissimo nella formazione dei sentimenti e degli stati d’animo possono essere le diverse qualità degli organi di senso e la diversa esperienza che si è fatta.

Si può aver visto mille volte delle spine, ma non ci si è mai punti, non si è mai sofferto, non si è mai curato le piaghe sulla pelle; anche se si sono studiati tanti libri, la conoscenza delle spine che abbiamo è diversa; viceversa, senza aver mai studiato, si può aver sentito la puntura di una spina sulla pelle ed averne allora uno stato d’animo.

Ne deriva che la frequenza di queste multiple esperienze è molto importante. Se poi queste esperienze incontrano una base fertile nei sensi  (per es. c’è chi ha un udito perfetto, una vista magnifica, per cui percepisce suoni e immagini più a fuoco, sfumature di colori ecc.) si hanno risultati sorprendenti. E qui si possono vedere i talenti di alcuni esseri umani che hanno dei sensi più sviluppati che gli altri.

Con tutta questa premessa ho cercato di definire un po’ ampiamente la parola “arte”.

Come si può riconoscere l’arte pura, l’arte vera?

Quando si comprende che quella manifestazione artistica, quella creazione, quell’opera significa in fondo un ritorno all’armonia universale, come un ringraziamento a Dio, alla divinità, per quello che l’artista ha ricevuto.

L’artista, con un’interpretazione personale, umana, diversa in ciascuno, ha sempre l’obbligo, davanti al Creatore dell’universo, di manifestare questo ritorno e riportare l’uomo, con la sua opera, alla stessa armonia, allo stesso equilibrio, proprio come un ringraziamento. Tutto ciò indipendentemente dall’aspetto di gioia, di drammaticità o di dolore, perché questi mutamenti non hanno valore nell’Universo, uno vale l’altro, uno può essere la pausa dell’altro, uno può essere l’attività e l’altro la stasi: è un alternarsi, un perpetuo relazionarsi, in cui un momento fa da sfondo e da contrasto all’altro.

Allora quando in un’opera si riesce a percepire questo ritorno, quando un’opera ha questa prima garanzia o caratteristica e inoltre vi si può scoprire anche una seconda: un sacrificio permanente, magari anche fino alla morte, per mantenere l’armonia e l’equilibrio universale (armonia ed equilibrio costituiscono l’universo), allora è certamente Arte.

Giocando con questi pensieri, ho visto in sintesi che il ritorno a questa pace – l’interpretazione dell’artista come obbligo di ripagare per tutto ciò che ci è stato dato (in conclusione: la vita) – a questo UMANO, corrisponde in fondo a universale, a modo cioè maniera o armonia neutrale, senza disturbare l’equilibrio dell’eternità.

E qui si potrebbe aprire un altro discorso: quello del passaggio all’altra vita.

Il massimo dell’uomo è l’ARTE, in tutti i vari campi. Sociologia, famiglia, pittura: tutto.

Diversi fattori contribuiscono a produrre diversi gradi di interpretazione artistica o manifestazione artistica e sentimentale (anche il sentimento è un’arte).

Primo: prima di tutto gli organi di senso di diversa qualità, a diversi livelli e capacità, i quali possono influenzare in modo differente il valore artistico, a seconda di come sono stati educati e di come si sono sviluppati nel cammino della storia, della socialità, e a seconda di come sono stati studiati o impiegati.

Secondo: un fatto molto importante, che caratterizza in gran parte il nostro secolo, è il contrasto fra la condizione originaria dell’Universo, cioè l’armonia, il bello l’equilibrio che ci circonda (malgrado le catastrofi naturali il nostro pianeta è ancora bello!) e quello costruito dalla società. E’ il peccato della materia grigia che non ha seguito più gli impulsi dell’Universo, ma si è fatta generatrice di cose, di leggi, di abitudini. Questo contrasto diventa una lotta continua che rovina la tranquillità e l’equilibrio, macera e macina il rispetto originale verso la Creazione, la divinità e col tempo altera persino la percezione del reale.

(Qui si potrebbe aprire un’altra parentesi: paranoia, manifestazioni antisociali, mancanza d’amore, ecc. Su l’Amore vi sarà un altro studio).

Questo contrasto corrompe anche l’origine naturale dell’arte e produce qualcosa di confuso, come l’ “arte moderna”, la quale non è altro che la confessione della lotta interiore, questa volta in chiave “professionale” e artistica.

Uno dei più grandi errori del nostro secolo – sia nel campo della filosofia-estetica, sia nel campo dell’educazione artistica, sia nel campo della psicologia e anche delle religioni – è quello di aver accettato il compromesso, che dura da “millenni” con questo fenomeno, il quale non è altro che lo sfogo della debolezza umana, ma non ha niente in comune e non può essere confuso con l’ARTE, perché – per quanto detto prima – non ha quel ritorno all’armonia universale.

Quel fenomeno non ha niente in comune con la vera arte originale. E’ un alterazione accumulata, che tende solo a rovinare e ad allontanare il mantenimento dell’armonia universale, perché manca la perfetta equazione di ritorno all’equilibrio, al silenzio, alla serenità, alla pace originari.

Il soggetto non ha saputo o non è capace o non è stato per  niente aiutato nel suo sviluppo, nella sua vita,  a mantenere l’ideale, il rispetto, il timore, l’umiltà davanti al Creatore dell’universo.

 

                                                                                                                                              Marinel Stefanescu      

 


Febbraio 1986

Pensieri sull’arte di MARINEL STEFANESCU

 

Secondo me esiste una sola sorgente su questa terra che genera, crea, le manifestazioni artistiche dell’uomo, Dio come creatore dell’universo, della bellezza, armonia, equilibrio.

 

Come si può riconoscere l’arte pura, l’arte vera?

Quando si comprende che quella manifestazione artistica, quella creazione, quell’opera, nel suo significato più profondo è un ritorno all’armonia universale, come un ringraziamento a Dio, alla divinità, per ciò che l’artista ha ricevuto.

 

L’artista con la sua creazione, la sua interpretazione personale, umana, diversa in ciascuno, ha l’obbligo, davanti al Creatore dell’universo, di manifestare questo ritorno e riportare l’uomo, con la sua opera, alla stessa armonia, allo stesso equilibrio, proprio come ringraziamento.

 

Quando in un’opera si riesce a percepire questo ritorno, quando un’opera ha questa impronta di armonia ed equilibrio universale generata dal sacrificio dell’artista, anche fino alla morte, allora certamente è ARTE.

 

Le realizzazioni e le espressioni dell’uomo, in qualsiasi campo, quando raggiungono il loro apice, diventano ARTE.

L’arte è dunque la più alta espressione dell’uomo.

 

Vari fattori contribuiscono a produrre i diversi gradi di interpretazione o manifestazione artistica:

 

-    gli organi di senso possono influenzare in modo differente il valore dell’espressione artistica a seconda di come si sono sviluppati nel cammino della storia, della civiltà e di come ogni artista  li ha educati, coltivati e applicati.

 

-    Un fatto molto importante, che caratterizza in gran parte il nostro secolo è il contrasto tra la condizione originaria dell’universo, cioè l’impronta dell’armonia, bellezza e equilibrio che ci circonda e la società.

 

Questo contrasto suscita un travaglio continuo che macera e macina il rispetto originale verso la Creazione.

 

Questo contrasto, specie nel nostro secolo, corrompe anche l’origine naturale dell’arte e produce un qualcosa di confuso, come l’”arte moderna”, che altro non è che l’espressione della lotta interiore in chiave “professionale” e artistica.

Uno dei più grandi errori del nostro secolo – sia nel campo della filosofia estetica, educazione artistica, psicologia e anche delle religioni – è quello di aver accettato il compromesso, con questo fenomeno, il quale non è altro che lo sfogo della debolezza umana, ma non ha niente in comune e non può essere confuso con l’ARTE, perché – come detto prima – non ha quel ritorno all’armonia universale.

 

Quel fenomeno non ha niente in comune con la vera arte originale. E’ un’alterazione accumulata, che tende solo a rovinare e ad allontanare l’armonia universale, perché manca la perfetta equazione di ritorno all’equilibrio, al silenzio, alla serenità, alla pace originari.

 

Solo con questa visione si riesce a mettere l’arte al suo giusto posto, prima delle ricchezze e del denaro, prima delle scoperte matematiche e scientifiche. L’Arte è il nostro primo nutrimento spirituale, maturato da “quella” fonte originaria e se la liberiamo dal consumismo, dal commercio e da qualsiasi interesse materiale, può diventare strumento di base per costruire una nuova umanità, veicolo universale dell’amore fra gli uomini, di là dalle ideologie e nazionalità, per viaggiare fin da questo mondo verso il Creatore.

 

                                                                                                                      Marinel Stefanescu

 

 


Ottobre 1986

Riflessioni per la ‘Prima’ del balletto “Risveglio dell’Umanità”

L’epoca di oggi è segnata da profondi dolori, grosse spaccature, tremende tragedie, ogni paese subisce crisi diverse ma tutte terribilmente gravi fino a minacciare la vera e propria sopravvivenza sulla terra. Ma forse i segni di un nuovo “risveglio” ci sono, quasi una raggiunta maturità: l’esigenza profonda e diffusa di unità universale, di pace. Questo è quanto lo spettacolo è impegnato a comunicare. In un gioco fantasioso su musiche di Stravinski, Enescu con “Sagra della Primavera”, “Moldava ‘, “Dialogo con l’infinito”, è nata un’opera a cui mi sono permesso di dare il titolo “RISVEGLIO DELL’UMANITÀ’’. Il personaggio principale è l’Uomo, l’Uomo chiamato in prima persona ad operare una svolta in se stesso . (Le grandi svolte della storia sono spesso impresse da singoli, capaci di farsi trascinatori di molti.) Mi sono proposto, in “Sagra della Primavera”, guidato dalla genialità di Stravinski, in un ambiente quasi fiabesco nella sua esplosiva genuinità, un viaggio neL passato, alle sorgenti della vita dell’uomo volendolo amare così, tenero nella durezza dell’aspra vita primitiva, ma incredibilmente legato a tutti gli elementi della natura che lo circondavano. Per un istintivo amore verso la natura, il protagonista non uccide per il consueto rito di primavera e questo straordinario atto, lo salva ristabilendo l’equilibrio e l’armonia terrestre. Con la seconda parte dello spettacolo “Dialogo con l’infinito”, il balletto si snoda in un simbolico viaggio dello spirito: un dialogo interiore dell’Uomo del 2000, continuamente tentato, aggredito dalla violenza che ritrova soprattutto dentro di sé. La musica di Enescu, nove brani tra loro contrastanti per espressione e stili musicali, mi ha condotto ad esprimere la battaglia interiore dell’Uomo sull’orlo del dubbio amletico. Quasi la prefigurazione di una lotta apocalittica contro la violenza e la guerra, minaccia ultima di autodistruzione. Ma la pace è sempre presente nel desiderio dell’Uomo, e ad un suo ultimo insperato apparire né è attratto, quale frutto d’armonia e di bellezza, e in un culmine di liricità e semplicità assoluta si lascia guidare dal silenzio della sua musica, e sceglie il suo dono: dire definitivamente NO alla violenza.                                                                      

                                                                                                                                   Marinel Stefanescu


Anni ‘80

 

A CHIARA !

 

C’ò una chiave in questi versi per una nuova vita

Ho questa chiave fra le mie dita

Immensa è la gioia; non c’è più sconfitta.

Anche nei giorni di dolore e lutto

Raddrizzo la mia anima , apro la porta e trovo tutto.

Amore, umiltà e luce quel che per il prossimo ho sempre dovuto

Guarda bene e trova la chiave che ti apre il paradiso

Altrimenti sarai un corpo senz’anima e senza viso.

 

                                                                                                                            Marinel Stefanescu


Anni ‘80

 

IL CERCHIO

 

Questo è il cerchio benedetto

Il cerchio perfetto

 

La forma del sole.

Quando è perfetta anche la Luna

Ma solo una notte al mese, una.

La forma del pianeta

Del quale tutti vogliamo una fetta

Anche le stelle nel cielo scuro

Sono dei cerchi che brillano in bianco e azzurro.

Il cerchio chiude la luce in se stesso

Lasciandoti fuori deluso e perplesso.

 

Questo è il cerchio maledetto

Il cerchio perfetto

                                                                                                                          Marinel Stefanescu

 


 UNA SPIAGGIA D’AMORE

 

Uno stupendo sole in alto mare

Brilla dandosi da fare

Riscaldando l’acqua e la terra

Benedicendo la nostra Era.

 

In tutta questa luce splendente

Assieme al mare la spiaggia è rovente

E come segno di eternità

Di gabbiani fissi in aria un’infinità.

 

L’amore è perfetto

Il cielo abbraccia il mare

E alla terra forma il tetto

L’acqua con la sabbia si accarezza

E tutto questo l’anima apprezza.

 

E’ a Te che ringraziamo

Per la pace in cui viviamo

E una promessa a te faremo

Di tener nel cuore l’amore fermo.

                                                                                                                        Marinel Stefanescu

 


Poesia – senza data 

Notte

Firmamento di stelle ingannevoli

Lontani bagliori

Che il crocefisso nasconde

E il figlio di Dio, Jesus

Dal suo popolo odiato,

schernito e abbandonato

e agli estranei ignorato.

Ho firmamento

Dolore senza fine

Quando e con cosa ho sbagliato

Che con la fede e senza speranza

Mi inginocchi di continuo?

 

Giorno

Ah ecco il sole

Che col suo calore

E’ abbondanze quotidiane!

Cancella il buio e senza indugi

Nasconde soli e altre stelle

Agli occhi della mia fede.

 

Riflessione

Cosa è la luce tua?

E quale è la speranza?

La verità dove sta?

Con stelle bugiarde

O nell’accecante luce

Che cancella il buio ?

Oppure tenebre e luce

Sono due stanze

Di un cuore pellegrino

dove la fede è ancora vaga!

 

                                                                                                                           Marinel Stefanescu