IL NOSTRO INSEGNAMENTO

Come Scuola di balletto abbiamo sempre puntato sull’essere “Scuola” più ancora che “di balletto”. La danza è anch’essa  “un mezzo” per formare, educare i giovani.

Purtroppo oggi ci sono troppi esempi di esagerato arrivismo, antagonismo, esibizionismo, tutto va bene basta emergere.

Come noi insegniamo l’arte del balletto? 

Non facciamo filosofia ma mettiamo l’allievo al primo posto, non la danza. 

I nostri allievi (una settantina) sono nella fascia dai 10 ai venti anni con una predominanza tra i 14 e i 17, provenienti da tutte le regioni italiane, comprese le isole. La scuola dura nove anni di studio con diverse materie d’insegnamento, proprio come un conservatorio di musica.

La Scuola essendo a livello professionale non è per coltivare un hobby, ma in vista di prepararsi alla futura professione, alcuni come ballerini o ballerine, altri come insegnanti o in altre espressioni artistiche come è capitato più volte:  chi nel teatro, chi nel musical, chi nell’operetta, chi all’estero, chi come maestro.

I nostri allievi  sono impegnati dalle 3 alle 4 ore tutti i giorni, compreso il tempo in autobus per recarsi alla scuola, il  sabato l’orario è più ridotto per dar la possibilità a chi non sta troppo lontano di ritornare in famiglia.

Oggi i nostri allievi si fanno molto apprezzare nelle diverse scuole dell’obbligo scolastico che frequentano, e chi ha qualche difficoltà viene seguito da assistenti per raggiungere la piena integrazione. Tutti raggiungono la maturità, e  molti proseguono nelle diverse facoltà universitarie qui a Reggio, a Parma o a Bologna.

 Ci sembra di poter dire che la carta vincente della nostra Scuola è quella di riuscire ad unire l’impegno intellettuale del ragazzo a quello fisico in una forma nobile, e non di competizione,  questo è importante.  I ragazzi di oggi sono, spesso, poco impegnati dal punto di vista fisico e questo lascia troppe energie non incanalate e quindi inespresse. Nel nostro caso le energie del giovane non sono finalizzate a vincere una partita ma ad esprimere la parte più preziosa di sé, la propria interiorità, e man mano che l’allievo scopre questo ne trae una soddisfazione nuova, tutta sua, e comincia a sperimentare le potenzialità del linguaggio artistico e anche se non raggiunge il livello professionale (per i più diversi motivi) ne resta formato come persona.